Indicatori di qualità della tensione nelle reti di distribuzione

anno 2020

formato pdfpdf

L'Autorità pubblica per la prima volta informazioni relative alla qualità della tensione sulle reti in media tensione, con particolare riferimento alla numerosità dei buchi di tensione aventi origine sulle reti in media tensione delle imprese distributrici, per qualsiasi causa.

L'indicatore del livello di qualità della tensione è il numero medio di buchi di tensione "severi" per utente di media tensione (MT), intesi come i buchi di tensione con origine sulle reti MT più significativi in termini di impatto sugli utenti, di seguito rappresentati in relazione alla tensione residua e alla durata del buco di tensione.

 

Tensione Residua [%]
10-200
[ms]
200-500
[ms]
0,5-1
[s]
1-5
[s]
5-60
[s]
90 > u ≥ 80 - - - - CELLA A5
80 > u ≥ 70 - - CELLA B3 CELLA B4 CELLA B5
70 > u ≥ 40 - CELLA C2 CELLA C3 CELLA C4 CELLA C5
40 > u ≥ 5 - CELLA D2 CELLA D3 CELLA D4 CELLA D5
5 > u - CELLA X2 CELLA X3 CELLA X4 CELLA X5

 

I dati si riferiscono a tutte le imprese distributrici connesse in alta tensione e proprietarie di almeno una semisbarra MT di distribuzione in cabina primaria, tenute a monitorare la qualità della tensione sulla propria rete in media tensione secondo la classificazione di cui alla norma CEI EN 50160 con apparecchiature di misura conformi alla norma CEI EN 61000-4-30.

Il monitoraggio dei buchi di tensione avviene tramite apparecchiature installate presso tutte le semisbarre in media tensione delle cabine primarie delle imprese distributrici, le cui caratteristiche sono state definite nell'ambito di un tavolo di lavoro istituto dall'Autorità al quale hanno partecipato attivamente anche RSE (Ricerca sul Sistema Energetico spa), Terna, e-distribuzione, Utilitalia e le principali imprese distributrici. Nell'ambito dello stesso tavolo è stato definito il criterio in base al quale è individuato il livello di tensione della rete elettrica origine dei buchi di tensione.

Le principali cause dei buchi di tensione possono essere ricondotte a quelle delle interruzioni (guasti in rete - ad esempio su reti aeree a seguito di fulminazioni - o negli impianti degli utenti, risolti in tempi brevi da interventi automatici delle reti di distribuzione). I conseguenti abbassamenti della tensione dipendono dalla potenza di cortocircuito e dalla "distanza elettrica" tra il punto di guasto (punto di massima riduzione della tensione) ed il punto di misura del buco di tensione, comportando possibili differenze rispetto alle statistiche relative alle interruzioni. Gli effetti negativi sugli utenti dipendono da durata e tensione residua del buco di tensione e dalla sensibilità delle apparecchiature.

In Tabella 1 sono rappresentati i buchi di tensione il cui monitoraggio è avvenuto con apparecchiature di monitoraggio correttamente funzionanti per almeno 350 giorni nel 2020, e le imprese distributrici sono ordinate in base al numero medio di buchi di tensione "severi" per Utente MT (N3b) per ciascun ambito regionale di ciascuna impresa distributrice.

Nel Grafico 1 è rappresentato, per ciascuna impresa distributrice, il numero medio di giorni con apparecchiature di monitoraggio correttamente funzionanti.

27 dicembre 2021