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Mobilità elettrica - domande e risposte


Quanto costa ricaricare un veicolo elettrico?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, poiché la ricarica può avvenire in molti modi diversi, ciascuno dei quali caratterizzato da differenti costi sia per la fornitura di energia elettrica sia per l'installazione e gestione dell'infrastruttura di ricarica. Un'analisi delle diverse opzioni a disposizione del cliente finale e dei relativi costi è contenuta nella Scheda tecnica Prezzi dei servizi di ricarica per veicoli elettrici e sistema tariffario dell'energia elettrica.
Per quanto riguarda le opportunità di ricarica privata (cioè, in luoghi privati non accessibili al pubblico come ad esempio spazi condominiali o garage di abitazioni private, garage di flotte aziendali, etc.) è bene evidenziare come i costi connessi siano influenzati da una molteplicità di fattori, tra i quali si possono citare:

  • la possibilità di utilizzare un punto di prelievo (POD) già attivo o la necessità di doverne attivare uno nuovo dedicato alla ricarica;
  • la capacità di gestire in modo intelligente la contemporaneità dei carichi (al fine di limitare la necessità di incrementi di potenza impegnata);
  • il costo della componente "materia energia" previsto dalle diverse offerte commerciali disponibili sul mercato;
  • la possibilità di soddisfare una parte del fabbisogno di energia per la ricarica tramite autoproduzione;
  • la possibilità di aggregare in un'unica unità di consumo box condominiali di diversi proprietari.

Per quanto riguarda le opzioni di ricarica pubblica (o, più correttamente, ricarica in luoghi accessibili al pubblico) è essenziale ricordare che, ai sensi della Direttiva Europea 2014/94/UE e del D.Lgs. 257/16, tale servizio si deve sviluppare in concorrenza e, pertanto, la determinazione dei prezzi finali del servizio di ricarica non ricade nella regolazione tariffaria dell'Autorità. In questo mercato è dunque oggi attiva una molteplicità di soggetti (operatori di punti di ricarica, fornitori di servizi di mobilità, esercizi commerciali) in grado di fornire servizi di ricarica a condizioni economiche molto diversificate, quali ad esempio: ricarica gratuita o scontata per i clienti di un esercizio commerciale (hotel, centro commerciale, ...), ricarica fatturata in base al consumo di energia, ricarica fatturata in base al tempo di occupazione del parcheggio, ricarica basata su abbonamento che può contemplare un  costo fisso mensile e un costo variabile per kWh ricaricato, ecc.

 

Quali tariffe per la fornitura di energia elettrica sono applicabili ai punti di ricarica accessibili al pubblico?

In linea generale, per quanto riguarda le componenti della spesa per la fornitura di energia elettrica che riguardano il trasporto e gestione del contatore e gli oneri generali di sistema, a tutti i punti di prelievo non dedicati ad utenze domestiche o di illuminazione pubblica vengono applicate tariffe che dipendono solamente dal livello di tensione della rete elettrica a cui sono connessi e al livello di potenza disponibile, sulla base di quanto stabilito dal Testo Integrato delle disposizioni per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione (TIT, allegato A alla delibera 654/2015/R/eel e s.m.i. .
Con delibera ARG/elt 242/10 l'Autorità ha introdotto, e poi ha confermato per il periodo 2016 - 2019 con la delibera 654/2015/R/eel, la possibilità, per gli operatori di punti di ricarica dei veicoli elettrici in luoghi aperti al pubblico, di richiedere l'applicazione di una tariffa monomia in energia (espressa unicamente in c€/kWh) relativamente ai servizi di trasporto e gestione del contatore (tariffa di rete) (nel seguito indicata come tariffa BTVE), limitatamente ai punti di prelievo connessi in bassa tensione e dedicati in via esclusiva alla ricarica di veicoli elettrici. Per i punti a cui è applicata la tariffa di rete BTVE, anche le componenti a copertura degli oneri generali di sistema hanno struttura monomia.
L'assenza di componenti fisse o in quota potenza (€/punto/anno o c€/kW/anno) rende questa tariffa particolarmente favorevole per l'apertura lungo le strade di nuovi punti di ricarica in aree aperte al pubblico, poiché elimina il peso di costi fissi annuali in capo al gestore del servizio di ricarica. È tuttavia da considerare che, stante la necessità anche per questi utenti di contribuire alla copertura dei costi dei servizi di rete (trasporto e gestione del contatore) e degli oneri generali di sistema, a fronte dell'eliminazione delle quote fisse delle tariffe, le componenti variabili in energia (c€/kWh) mostrano valori nettamente maggiori di quelli applicabili a utenze con tariffa di tipo "bassa tensione altri usi" (BTA) di pari potenza. Questa struttura tariffaria risulta dunque vantaggiosa fino a quando il volume di energia prelevato rimane complessivamente contenuto. Inoltre, come già detto, il punto di prelievo deve essere dedicato alla ricarica di veicoli elettrici: non è quindi possibile applicare la tariffa BTVE se l'energia prelevata è utilizzata, oltre che per la ricarica di veicoli elettrici, anche per altri scopi (ad esempio, nel caso di una stazione di servizio già connessa alla rete elettrica, gli usi elettrici per le pompe di combustibile, per l'illuminazione del piazzale e per gli eventuali servizi presenti come il bar o l'autolavaggio).
Le tariffe BTVE non includono i costi dell'attività di ricarica oltre che, naturalmente, il prezzo della materia prima energia.

 

La tariffa monomia BTVE è applicabile nel caso di punti di ricarica installati presso aree private (quindi non soggette a concessione) ma aperte al pubblico (es. garage gestito da privati, parcheggio di hotel o centro commerciale)?

Qualunque sia la tipologia di area privata presso la quale il punto di ricarica in bassa tensione viene reso accessibile al pubblico (hotel, centro commerciale, autorimessa o altro), la tariffa BTVE è applicabile purché si tratti di punto dedicato in via esclusiva alla ricarica pubblica di veicoli elettrici. In merito al riconoscimento quale "punto di ricarica accessibile al pubblico", si invita in ogni caso a considerare anche quanto previsto:

  • dalla Direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, al considerata n.26: "Un punto di ricarica o di rifornimento accessibile al pubblico può includere ad esempio punti o dispositivi privati di ricarica o di rifornimento accessibili al pubblico a mezzo di carte di registrazione o pagamento di oneri, punti di ricarica o di rifornimento per sistemi di auto condivisa che consentono l'accesso di utenti terzi mediante abbonamento, o punti di ricarica o di rifornimento nei parcheggi pubblici. I punti di ricarica o di rifornimento che consentono agli utenti privati di accedere fisicamente mediante autorizzazione o abbonamento dovrebbero essere considerati punti di ricarica o di rifornimento accessibili al pubblico."
  • dal Decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, all'art.4, comma 10: "Tutti i punti di ricarica accessibili al pubblico prevedono anche modalità di ricarica specifiche per gli utilizzatori di veicoli elettrici, senza la necessità di dover concludere contratti con i fornitori di energia elettrica o gli operatori interessati. Per i punti di ricarica accessibili al pubblico sono abilitate modalità di pagamento, che permettono a tutti gli utilizzatori di veicoli elettrici di usufruire del servizio di ricarica."

 

La delibera ARG/elt 242/10 regola la tariffa speciale per le ricariche dei veicoli elettrici e le agevolazioni per progetti pilota: è ancora in vigore?

La possibilità di presentare proposte di progetti pilota per la mobilità elettrica si è definitivamente chiusa ormai parecchi anni fa; la selezione dei progetti pilota ammessi ai finanziamenti si è, infatti, conclusa con la pubblicazione della delibera ARG/elt 96/11.
La tariffa BTVE è in ogni caso tuttora disponibile e prescinde completamente dalla partecipazione ai progetti pilota.

 

Il servizio di ricarica pubblica dei veicoli elettrici può venire erogato solamente da imprese di vendita di energia elettrica?

No, non esistono limitazioni di questo tipo.

 

Nel caso dell'installazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici su suolo pubblico, in particolare sul marciapiede antistante la sede del Cliente (hotel, centro commerciale, ...), già titolare di una fornitura in bassa tensione per la propria sede:

  • il contatore dedicato all'alimentazione delle colonnine può essere collocato nel locale contatori interno all'edificio, accessibile in ogni momento al distributore di rete?
  • anche il quadro elettrico può essere collocato nel locale contatori o comunque all'interno della proprietà del Cliente, anche per evitare possibili atti di vandalismo di cui sarebbe responsabile il Cliente?

La risposta è affermativa ad entrambe le domande, a condizione che siano rilasciate le previste autorizzazioni e che sussista un accordo con il Comune per l'utilizzo, da parte del Cliente, degli spazi antistanti la sede del Cliente.
Si evidenzia, tuttavia, che non sussistono ragioni normative o regolatorie che inducano a dover necessariamente installare un contatore dedicato, separando l'alimentazione dei sistemi di ricarica accessibili al pubblico installati da quella degli impianti elettrici già a disposizione del cliente. A riprova di ciò, si invita anche a considerare quanto disposto dell'articolo 4, comma 9, del D.Lgs. 257/2016: a fini di applicazione delle accise, "gli operatori dei punti di ricarica accessibili al pubblico sono considerati [...] consumatori finali dell'energia elettrica utilizzata per la ricarica degli accumulatori dei veicoli a trazione elettrica presso infrastrutture pubbliche, aperte al pubblico ovvero di pertinenza di enti o di aziende per i propri dipendenti".
In ogni caso, qualora si decida di separare l'alimentazione dell'edificio e installare un contatore dedicato all'alimentazione dei punti di ricarica, ove la fornitura sia alimentata in bassa tensione, al punto di consegna dedicato si può applicare, ove richiesta, la tariffa BTVE.

 

Può un'impresa di distribuzione di energia elettrica realizzare e gestire punti di ricarica accessibili al pubblico?

No. Conformemente alla normativa comunitaria e nazionale, un'infrastruttura di ricarica di veicoli elettrici non dovrebbe essere realizzata da una società intestataria della concessione di distribuzione di energia elettrica.
La direttiva europea 2014/94/UE del 22 ottobre 2014 indica, infatti, chiaramente che "la creazione e il funzionamento dei punti di ricarica dei veicoli elettrici dovrebbero essere ispirati ai principi di un mercato concorrenziale con accesso aperto a tutte le parti interessate nello sviluppo ovvero nell'esercizio delle infrastrutture di ricarica" (premesse, n. 30). Il D.Lgs. 257/16 che recepisce tale Direttiva nell'ordinamento italiano prevede che: "Gli operatori dei sistemi di distribuzione cooperano su base non discriminatoria con qualsiasi persona che apre o gestisce punti di ricarica accessibili al pubblico" (art. 4, comma 12).
L'indicazione della direttiva europea 2014/94/UE relativa ai principi di un mercato concorrenziale nel segmento della ricarica in luoghi accessibili al pubblico induce a ritenere che sia prudente considerare il segmento della ricarica dei veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico alla luce di quanto previsto dall'articolo 8, commi 2 e seguenti, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, come modificata e integrata dall'articolo 11, comma 3, della Legge 5 marzo 2001, n. 57; in base a tali disposizioni, un esercente di servizi pubblici in concessione (come un'impresa distributrice di energia elettrica) deve costituire una società separata per svolgere attività di mercato in segmenti contigui a quello della propria attività in concessione, e darne comunicazione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

Per richieste di chiarimenti o invio di proposte e suggerimenti
mobilitaelettrica@arera.it

 

aggiornamento 26 luglio 2018