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Atti

Fatturazione : Testo Integrato - TIF e delibera 463/2016/R/com


Testo integrato in materia di fatturazione - TIF

Delibera 463/2016/R/com

 

 


 

Testo integrato in materia di fatturazione - TIF

Articolo 4

Frequenza di fatturazione

Cosa si intende per frequenza di fatturazione: si fa riferimento al numero di bollette emesse in un anno o al periodo che intercorre tra l'emissione di una fattura e quella successiva?

Per frequenza di fatturazione non si intende il numero di bollette emesse in un anno ma la frequenza con la quale devono essere emesse le bollette (cfr. tabella 2 e tabella 3 del TIF), la quale deve avvenire tenendo conto che il termine di emissione delle stesse deve rispettare anche il vincolo dei 45 giorni dall'ultimo giorno fatturato, o diverso termine previsto per il mercato libero, ai sensi di quanto previsto ai commi 4.2 e 4.3, lettera b) del TIF.

Le regole relative alla frequenza di fatturazione del TIF devono essere rispettate anche con riferimento ai punti sospesi per morosità per i quali le eventuali fatture emesse non andrebbero a contabilizzare dei consumi ma solamente il valore delle componenti fisse?

SI. La frequenza di fatturazione indicata all'articolo 4 del TIF si applica anche nei confronti dei punti sospesi per morosità.

Termine di emissione

Se l'ultimo giorno di consumo fatturato è il 30 giugno entro quando dovrà avvenire l'emissione? E se il cliente presenta un'autolettura ai sensi dell'articolo 7, il calcolo dei 45 giorni decorre dalla data di presentazione della stessa?

l termine di cui al comma 4.2, di 45 giorni (o altro termine previsto dai contratti di mercato libero) deve essere conteggiato a partire dall'ultimo giorno di consumo fatturato. Pertanto, rispetto all'esempio riportato, il conteggio dei 45 giorni parte dal 30 giugno o, in caso di autolettura inviata in finestra, dalla data di presentazione della stessa.
Si fa notare, infatti, che il venditore è lasciato libero di definire la finestra nella quale il cliente può comunicare l'autolettura proprio per garantire che la stessa sia coerente con i piani di emissione delle fatture di ciascun venditore.

Fatture di attivazione

Con riferimento alle fatture di attivazione (prima fattura successiva ad uno switching/voltura/attivazione) e ai termini per l'emissione delle stesse, l'unico vincolo al momento previsto è quello relativo alla differenza di giorni fra l'ultimo giorno di consumo fatturato e la data di emissione fattura, indipendentemente dalla data di attivazione?

Si, il vincolo da rispettare è quello previsto dal comma 4.2 di 45 giorni (o altro termine previsto dai contratti di mercato libero).


Articolo 6

Comma 6.4

È possibile effettuare un ricalcolo tariffario sulla base di dati di misura stimati?

Si. Il divieto di cui al comma 6.4 riguarda esclusivamente i ricalcoli di importi precedentemente fatturati sulla base di dati di misura stimati, ovvero quelli di cui al comma 6.2 e 6.3 dell'Allegato A alla delibera 501/2014/R/com (di seguito: Bolletta 2.0); un ricalcolo reso necessario a seguito di una modifica delle componenti di prezzo (ricalcolo tariffario di cui al comma 6.4 della Bolletta 2.0) può essere effettuato anche se si hanno a disposizione consumi stimati.

Fatturazione mista

Qualora la fatturazione sia bimestrale (es gennaio‐febbraio) e  viene fornito dal distributore il consumo reale solo per il mese di gennaio è possibile fatturare in stima il mese di febbraio?

Si. In caso di fatturazione bimestrale è possibile emettere una fattura mista.

Quali sono i casi di applicazione della norma prevista dal comma 6.7, che stabilisce che quanto previsto al comma 6.6 (divieto di fatturare stime insieme a consumi effettivi) non si applica nel caso di ricalcoli di periodi precedentemente stimati?

Il comma 6.7 permette l'emissione di fatture contenenti periodi fatturati in base a dati di consumo effettivi e periodi fatturati in base a dati di consumo stimati in presenza di una bolletta che contenga ricalcoli rispetto a periodi precedentemente fatturati in stima.
ESEMPIO di bolletta contenente consumi stimati e consumi effettivi ammessa ai sensi dal comma 6.7 del TIF: In data 15 agosto viene emessa una bolletta (B1) per il mese di luglio, basata sui seguenti dati di misura:

  • dato di misura iniziale relativo al 30 giugno: dato effettivo
  • dato di misura finale relativo al 31 luglio: dato stimato

In data 15 settembre viene emessa una bolletta (B2) per il mese di agosto, basata sui seguenti dati di misura:

  • dato di misura relativo al 10 agosto: autolettura del cliente tramite segnalazione telefonica - ai sensi del comma 9.4 - validata dal distributore
  • dato di misura finale relativo al 31 agosto: dato stimato

La bolletta B2 contiene anche il ricalcolo per il precedente mese di luglio, in quanto si è nel frattempo reso disponibile un dato effettivo (autolettura extra-finestra) relativo al 10 agosto. La bolletta B2 conterrà quindi:

  1. un periodo (30 giugno- 10 agosto), oggetto di ricalcolo ai sensi del comma 6.2 della Bolletta 2.0, fatturato su dati effettivi
  2. un periodo (10 - 31 agosto), ulteriore per completare il normale ciclo di fatturazione, basato su dati stimati.

Al comma 6.6 b), cosa si intende per "misura finale"?

La misura finale del periodo cui si riferisce la fattura corrisponde al dato di misura riferito all'ultimo giorno fatturato. Ad esempio in una bolletta che fattura il periodo dall'1 gennaio al 25 febbraio, il dato di misura finale è quello relativo al 25 febbraio.

I consumi fatturati in base ad autoletture validate dal distributore possono essere utilizzati per conguagliare periodi precedentemente fatturati in stima?

SI. Le autoletture validate dal distributore sono equiparate, a tutti gli effetti, ai dati effettivi rilevati direttamente dal medesimo e possono quindi essere utilizzate per ricalcolare periodi precedentemente fatturati in stima, al pari dei dati di misura effettivi rilevati direttamente dal distributore.


Autolettura (articoli 7 e 9)

Utilizzo dell'autolettura (art 7 e 9)

Quali azioni deve mettere in pratica un venditore a seconda del tipo di autolettura comunicata dal cliente finale non telegestito e/o senza lettura mensile con dettaglio giornaliero?

I clienti di cui al comma 7.1 del TIF devono essere informati che l'autolettura comunicata in finestra verrà inviata al distributore per la validazione e il successivo utilizzo in fattura. Per tali clienti è data altresì facoltà (ma non obbligo) al venditore di prendere in carico autoletture comunicate con una tempistica esterna alla finestra indicata dal venditore. In tali casi in venditore sarà tenuto ad inviare il dato di autolettura preso in carico al distributore per la validazione e ad utilizzarlo ai fini della fatturazione (fermo restando che in questo caso non vige il divieto di cui al comma 6.6 del TIF). In caso di autolettura comunicata tramite reclamo o segnalazione telefonica ai sensi del comma 9.4 del TIF, il venditore - pur se la comunicazione dell'autolettura è avvenuta fuori finestra - è obbligato a prendere in carico l'autolettura e a comunicarla al distributore per la validazione.

Presa in carico dell'autolettura (comma 7.2, lettera c))

Cosa si intende per presa in carico dell'autolettura? Cosa succede nei casi di nuove attivazioni o "giro contatore" (ovvero quando il segnante del contatore arriva al numero massimo visualizzabile, ripartendo poi dal valore 0), in cui l'ordine di grandezza può essere anche significativamente diverso dal dato di misura precedente?

L'obbligo di comunicazione relativa alla presa in carico, o meno, dell'autolettura da parte del venditore si riferisce al fatto che l'autolettura è stata acquisita dal venditore e verrà da questo inviata con i tempi previsti dall'articolo 7 del TIF al distributore per la validazione, indipendentemente dall'esito di quest'ultima operazione. Nei casi di nuove attivazioni o di "giro contatore", il venditore quando acquisisce l'autolettura del cliente ai fini della presa in carico del dato dovrebbe utilizzare tutti gli elementi a sua disposizione. Ad esempio, se il dato di autolettura comunicato è il primo successivo ad una prima attivazione della fornitura (con dato iniziale pari a 0) il venditore dovrebbe essere in grado di escludere che si tratta di dato palesemente errato e quindi prendere in carico l'autolettura, girandola al distributore per la validazione. Analogamente nei casi in cui l'autolettura comunicata è, ad esempio, pari a 15, ma il precedente dato di misura disponibile è un numero molto vicino al limite massimo segnabile dal misuratore (ad esempio: 99992), ha gli elementi per valutare che non si tratta di un errore materiale del cliente, ma piuttosto di un caso di "giro contatore" e può quindi procedere alla presa in carico del dato e alla successiva comunicazione al distributore per la validazione.

Validazione tardiva

Cosa succede se il distributore comunica l'esito negativo della validazione tardivamente?

Nel caso in cui il distributore non comunichi l'esito della validazione entro il terzo giorno lavorativo successivo a quello di ricezione, ai sensi del comma 16.5 del TIVG (come modificato dalla deliberazione 463/2016/R/com), l'autolettura si intende comunque validata. In tali casi, il distributore, se in possesso di un altro dato di misura effettivo che avrebbe determinato la non validazione dell'autolettura, potrà procedere alla rettifica della stessa secondo le normali procedure previste per le rettifiche di dati di misura.

Autoletture tramite reclamo (comma 9.4)

Le autoletture che pervengono tramite reclamo o segnalazione telefonica sono da mandare tutte al distributore per la validazione?

Si. Tutte le autoletture acquisite ai sensi del comma 9.4 sono da inviare al distributore per la validazione, al tal fine sarà utilizzato un apposto flusso standardizzato.  

Letture comunicate tramite cartoline

Il dato di misura comunicato tramite la cartolina lasciata dal distributore che non ha trovato il cliente (ai sensi del comma 14.5 del TIVG), se fuori della finestra indicata dal venditore, come vanno trattate?

Il comma 14.5 del TIVG prevede che distributore in caso non sia riuscito a rilevare il dato di misura, lasci una informativa al cliente comunicandogli che non è stato possibile effettuare la lettura del contatore ed invitandolo a contattare il venditore per avere "maggiori informazioni sulla possibilità di trasmettere i dati di lettura del Vostro contatore". In questi casi, qualora il cliente contatti il venditore, quest'ultimo dovrà fornire le informazioni circa le modalità ed i tempi per effettuare l'autolettura ed eventualmente potrà prendere in carico l'autolettura del cliente finale anche se extra-finestra.


Standard generale per la quantificazione dei consumi stimati (art 10)

Come deve essere costruito l'indicatore di cui al comma 10.2?

Tutti i dettagli per la costruzione e il calcolo dell'indicatore di cui all'articolo 10 sono oggetto della determina della Direzione Mercati prevista ai sensi del punto 13, lettera b) punto ii, della deliberazione 463/2016/R/com.

 


Indennizzi (art 16-19)

Indennizzo per emissione tardiva (art 16):

L'indennizzo di cui all'articolo 16 si applica alle sole fatture di periodo o anche a quelle emesse fuori ciclo per cause straordinarie? In relazione alla prima fattura emessa successivamente l'attivazione della fornitura, nel caso fosse emessa in ritardo per mancata comunicazione di dati fondamentali da parte del Distributore (es. il Distributore comunica in ritardo la lettura di attivazione della fornitura, fondamentale per far partire il processo di fatturazione) configurerebbe una ipotesi di esclusione del pagamento per cause imputabili a terzi?

Gli indennizzi di cui all'articolo 16 si applicano a tutte le fatture di periodo come definite all'articolo 1 del TIF. Sono quindi escluse le fatture emesse per cause straordinarie (quali ad esempio la rettifica di fatturazione eseguita ai sensi dell'articolo 5 del TIQV). Non è invece esclusa la prima fattura emessa successivamente all'attivazione della fornitura.

Indennizzi e blocco fatturazione

Nel caso di blocco della fatturazione per cui non venga rispettato il passo di fatturazione (es. fattura emessa con frequenza mensile), con la bolletta successiva al blocco (ovvero la prima emessa dopo di esso), la quale contiene sia il periodo pregresso che quello di ciclo, dovrà essere offerta al cliente solo la possibilità di rateizzazione (punto 2 c) e 4 c) della delibera) o deve essere pagato anche l'indennizzo di cui all'art. 16 del TIF?

Se la fattura contenente sia il periodo pregresso che quello di ciclo è stata emessa entro i 45 giorni solari (o altro termine previsto nel contratto di mercato libero) dall'ultimo giorno fatturato, al cliente dovrà essere offerta la rateizzazione dell'importo. Viceversa se tale fattura viene emessa con ritardo, in aggiunta alla rateizzazione, il cliente ha diritto al pagamento dell'indennizzo.

Indennizzi a carico del distributore

Devono essere prese in esame le sole letture periodiche inviate con i flussi di cui alla deliberazione. 65/2012/R/eel, tipo flusso 'PNO' e successivo flusso di rettifica 'RNO', oppure possono anche essere considerate le letture di natura tecnica comunicate ai venditori (es. letture di posa e/o rimozione contatore) e di natura commerciale (es. lettura di stipula, voltura, switching, cessazione)?

Il cliente ha diritto all'indennizzo di cui all'articolo 17 qualora siano disponibili solo dati di misura stimati per due mesi consecutivi; l'obbligo di corrispondere l'indennizzo va valutato con riferimento agli obblighi di rilevazione, a tal fine rilevano anche ulteriori dati di natura tecnica o commerciale eventualmente disponibili.

Nel caso in cui per più mesi consecutivi non sia messa a disposizione del venditore una lettura effettiva per un dato POD, come deve essere conteggiato l'indennizzo per tale POD? Ipotizzando che per Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio non viene trasmessa alcuna lettura effettiva per un dato POD, quanti indennizzi devono essere corrisposti?

L'indennizzo di cui all'articolo 17 deve essere corrisposto ogni volta che sono stimati dati di misura relativi ad un periodo prolungato di tempo. Tale periodo è pari, a regime, a 2 (due) mesi consecutivi e per tutto il 2017 pari a 3 (tre) mesi consecutivi, l'indennizzo dovrà essere quindi corrisposto in assenza di dati per 2 o 3 mesi consecutivi o un multiplo di tale periodo di tempo. Nell'esempio riportato, con riferimento alla regolazione a regime (quindi per indennizzi maturati nel 2018 e anni seguenti), devono essere corrisposti 2 indennizzi: uno per il bimestre Gennaio - Febbraio, l'altro per il bimestre Marzo - Aprile; un terzo indennizzo dovrà essere corrisposto solo qualora anche per il mese di Giugno il distributore metta a disposizione un dato di misura stimato.

 


Delibera 463/2016/R/com

Modifiche a TIVG (punto 4, lettera e), punto ii) - Nuovo comma 15.5 del TIVG

Conteggio ritardi

In merito al conteggio del "ritardo" nella messa a disposizione, i giorni di ritardo vanno sempre riferiti al 6° giorno lavorativo del mese successivo a quello di rilevazione o è possibile fare riferimento all'intercorrenza prevista per ciascun PDR? Se ad esempio un PDR deve essere letto nel periodo gennaio-marzo, il ritardo va considerato con riferimento al 6° giorno lavorativo di aprile o in funzione dell'effettiva data di rilevazione della lettura?

Si segnala innanzitutto che la regolazione relativa alla messa a disposizione dei dati di misura prevede che questa avvenga entro il 6° giorno lavorativo del mese m, e non del mese successivo (m+1) a quello di rilevazione; le tempistiche di raccolta e validazione, infatti potrebbero permettere che un dato acquisito ad esempio il giorno 1 del mese m, sia validato e trasmesso entro il 6° lavorativo del medesimo mese m. Premesso ciò, il ritardo dovrà essere conteggiato quindi dal primo 6° giorno lavorativo del mese utile per la messa a disposizione del dato ed il venditore potrà verificare il suo diritto ad ricevere l'indennizzo in quanto il flusso di comunicazione per la messa a disposizione dei dati di  misura prevede l'indicazione della data di raccolta.

Tipologia di dati

L'indennizzo va erogato con riferimento alle sole letture di ciclo e/o anche alle letture di rettifica di cui al comma 15.bis4 del TIVG?

L'indennizzo, come indicato dal comma 15.5, introdotto con la deliberazione 463/2016/R/com, va erogato con riferimento ai dati di misura periodici rilevati ai sensi degli articoli 14 e 14bis del TIVG.

Smart meter

I PDR con smart meter, di cui all'art. 14bis del TIVG, per i quali l'indennizzo previsto è pari a 1€/giorno di ritardo fino ad un massimo di 25€, sono tutti i PDR nei quali sono installati contatori elettronici come definito nel TIVG con riferimento ai requisiti di cui alla deliberazione 631/2013/R/Gas o sono esclusi i casi di PDR con smart meter fino alla classe G10?

L'indennizzo si applica ai PDR di cui all'articolo 14bis che sono letti mensilmente e con dettaglio giornaliero. Si precisa che l'obbligo di rilevazione mensile con dettaglio giornaliero di cui al comma 14bis.1, lettera a), è attualmente in vigore per gli smart meter di classe >= G10, installati ai sensi delle Direttive dell'Autorità. Come specificato al punto 6 della deliberazione 117/2015/R/com, per gli smart meter di classe <= G6, installati ai sensi delle Direttive dell'Autorità, attualmente non vige l'obbligo di rilevazione della misura mensile con dettaglio giornaliero e l'impresa di distribuzione può utilizzare la funzionalità della telelettura per l'acquisizione delle misure secondo le frequenze definite dai commi 14.1 e 14.2 del TIVG sulla base del consumo annuo.

Rateizzazione nel mercato libero (punto 11)

Gli importi afferenti il canone Rai devono essere inclusi nel computo delle fatture di cui si valuta la possibilità di rateizzazione ai sensi dell'articolo 13 bis del TIV?

No. Gli importi afferenti il canone non concorrono nel calcolo dell'ammontare minimo per l'accesso alla possibilità di rateizzazione delle fatture.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14 12 2016

Tag: TIF   bollette