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Per il consumatore

Potenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni

Nuove possibilità di utilizzo dell’energia elettrica e risparmio

I contatori dell’energia elettrica sono dotati di un meccanismo che interrompe momentaneamente la fornitura quando, accendendo contemporaneamente più elettrodomestici, si supera il valore di potenza impegnata definito nel contratto di fornitura (maggiorata da una “franchigia” del 10%): per la maggioranza delle case italiane la potenza impegnata è di 3 kW e quindi il contatore “salta” se si prelevano istantaneamente più di 3,3 kW.

Per evitare che il contatore “salti” o per risparmiare se si impegna meno potenza, i clienti domestici possono selezionare un valore di potenza impegnata più adatto alle proprie esigenze, perché dal 2017 è possibile scegliere tra un numero molto più ampio di livelli di potenza, con passaggi di 0,5 kW per le fasce più popolate dell’utenza domestica. Il cliente può quindi scegliere: da 0,5 kW fino a 6 kW di potenza impegnata a ‘scatti’ di 0,5 (0,5 – 1 – 1,5 – 2 – 2,5 – 3 – 3,5 – … – 6 kW) e a scatti di 1 kW da 6 a 10 kW (7 – 8 –9 – 10 kW); per valori superiori si scatta di 5 kW in 5 kW.

Ogni kW di potenza impegnata pesa in bolletta per circa 25 euro/anno (IVA inclusa) e, quindi, questa è l’entità del risparmio che si può ottenere se si riduce di 1 kW oppure il rincaro in cui si incorre se si aumenta di 1 kW. La richiesta di variazione della potenza impegnata costituisce tuttavia una variazione contrattuale e quindi, in certi casi, può essere necessario sostenere delle spese iniziali (o costi una tantum), come verrà meglio illustrati nel paragrafo successivo.


Agevolazioni e risparmi

I costi una tantum sopra menzionati vengono normalmente calcolati sommando tre elementi:

  •  un contributo fisso a copertura dei costi sostenuti dal venditore (variabile a seconda che ci si trovi nel servizio di Maggior Tutela, nel servizio a Tutele Graduali o nel mercato libero);
  • un contributo applicato solo nel caso di aumento della potenza e proporzionale al numero di kW di cui si incrementa la potenza impegnata.

Le nuove regole entrate in vigore dal 2017 introducono agevolazioni dedicate ai clienti domestici e relative proprio a queste voci di costo, riducendo dunque la spesa iniziale richiesta alle famiglie per definire in modo più preciso la potenza contrattualmente impegnata, in base all’effettivo utilizzo che viene fatto dell’energia elettrica.

Per questi clienti cambiare potenza costa meno: viene ridotto di circa il 20% il contributo previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva e viene introdotto una sorta di “diritto di ripensamento”: il contributo in euro/kW non sarà dovuto qualora l’aumento di potenza sia successivo a una precedente riduzione effettuata sullo stesso contatore e non è dovuto se l’aumento viene richiesto dopo una diminuzione della potenza, per ripristinare il livello di potenza precedente.

Esempi

Per quanto riguarda gli aumenti di potenza, di seguito si riporta la simulazione dei costi una tantum nel caso di richiesta di un aumento di potenza impegnata da 3 a 4 kW:

23 euro contributo fisso al venditore1 +

1,1 x 61,26 euro per il kW di potenza aggiuntiva =

90,39 euro (IVA esclusa) à 99,42 euro (IVA inclusa)2

Per quanto riguarda invece le riduzioni di potenza, l’unico costo una tantum eventualmente applicabile è l’eventuale contributo fisso per il venditore1.

Ridurre la potenza può essere utile qualora non si stia effettivamente utilizzando tutta la potenza che si sta pagando perché, individuando la potenza del contatore più adatta a soddisfare i propri fabbisogni, si possono ottenere risparmi in bolletta quali quelli mostrati nella tabella seguente.

Come risparmiare grazie ai dati disponibili in bolletta?

Massima potenza prelevata (da bolletta) Potenza impegnata effettivamente necessaria Risparmio rispetto ai 3 kW (IVA inclusa)
tra 2,3 e 2,7 kW 2,5 kW 12,32 €/anno
tra 1,6 e 2,2 kW 2,0 kW 24,64 €/anno
tra 1,1 e 1,6 kW 1,5 kW 36,96 €/anno
minore di 1,1 kW 1,0 kW 49,28 €/anno

 


I vantaggi

Le ragioni principali per apportare queste variazioni contrattuali alla potenza possono essere due:

  1. Perché si vuole migliorare il proprio comfort e/o la propria efficienza energetica, installando nuovi apparecchi elettrici o riducendo il numero di occasioni in cui “scatta” il contatore;
  2. Perché si vuole risparmiare in bolletta, a fronte del fatto che non si utilizza a pieno la potenza che è stata contrattualmente impegnata.

Esempi:

  • Potrebbero trarre vantaggio da una riduzione di potenza tutti coloro che abitano in una casa piccola e/o con un numero limitato di elettrodomestici e per i quali, quindi, 3 kW potrebbero essere anche troppi (anche ad esempio le seconde case di vacanza); in questi casi 2 o 2,5 kW potrebbero essere sufficienti e consentirebbero un risparmio annuo anche superiore a quello che oggi si può ottenere per effetto delle tariffe biorarie.
  • Potrebbero invece trarre vantaggio da un aumento di potenza più modulabile coloro che vogliono installare apparecchi elettrici ad alta efficienza in sostituzione di altri apparecchi alimentati a gas, come ad esempio i fornelli. Si pensi ai casi di appartamenti nei quali acqua calda e riscaldamento sono già forniti dal condominio e quindi il gas viene utilizzato solo per la cottura; la sostituzione dei fornelli con modelli elettrici a induzione consentirebbe di ridurre i costi ed aumentare efficienza e sicurezza.

Ma come fa il cliente a sapere che “taglia” di potenza scegliere rispetto a quella più comune di 3 kW? Per aiutare a fare questi calcoli e compiere scelte informate sulla potenza impegnata ottimale, dal 2017, nella Bolletta è stata inserita l’indicazione del “livello massimo di potenza prelevata” per ogni mese oggetto di fatturazione e, almeno una volta all’anno, il dettaglio dei livelli massimi di potenza prelevata mensilmente negli ultimi 12 mesi.

Attenzione: il dato in bolletta deve essere sempre inserito dal venditore, che potrebbe tuttavia utilizzare modalità di presentazione e/o denominazioni diverse (ad es.: “massima potenza prelevata”, “potenza massima rilevata”, “potenza prelevata mensilmente”).

1 Il contributo di 23 euro è valido per la Maggior Tutela e nel servizio a Tutele Graduali. Nel mercato libero la definizione di questo contributo fisso è rimandata alle condizioni contrattuali sottoscritte.
2 In assenza di agevolazioni, il costo una-tantum sarebbe stato del 20% superiore, pari a: 23 euro + 1,1*77,49 euro per il kW di potenza disponibile aggiuntiva = 108,24 euro (IVA esclusa)  à 119,06 euro (IVA inclusa)

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