Comunicato stampa

AUTO ELETTRICHE: analizzati 225 dispositivi di ricarica, costi variabili per slow e fast. In media 1200 euro per le wallbox “intelligenti”

la prima ricognizione sui sistemi di ricarica delle auto elettriche. Da maggio le adesioni alla sperimentazione ARERA per aumento di potenza gratuito (effettiva dal 1° luglio)

Milano, 03 maggio 2021

Sono 225 i modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche, censiti ed analizzati da ARERA, con potenze dai 2 kW ai 350 kW, prodotti da 24 aziende.

Apparati che vanno dalle wallbox casalinghe alle colonnine stradali, dalla ricarica slow e quick (l'86% degli apparati) a quelle fast e ultra-fast.

Prezzi che spaziano dai 700 euro dei dispositivi ideati per le famiglie, agli oltre 80 mila per le ricariche ultra-veloci ad uso degli operatori professionali di ricarica, con un prezzo unitario per ogni kW installato che va da 36 a 580 euro, in relazione alla velocità di ricarica (quindi potenza elettrica in gioco).

Sono questi alcuni degli elementi significativi della prima ricognizione "Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici", appena pubblicato da ARERA, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. È uno dei risultati dell'attività dei Focus group sulla mobilità elettrica, istituiti dall'Autorità a inizio 2020[1], che hanno contribuito anche ad individuare i termini della sperimentazione definita dall'Autorità - al via dal 1° luglio, con adesioni aperte dal 3 maggio - per favorire la ricarica domestica in fasce orarie notturne e festive, con aumento di potenza gratuito.

Come sono tecnicamente gli apparati di ricarica? Dotati di funzionalità in continua evoluzione e interessanti sia per l'automobilista sia per il sistema elettrico, dal momento che le infrastrutture di ricarica rappresentano il punto di snodo essenziale per consentire una benefica interazione tra veicoli e reti elettriche. Ma ci sono anche elementi da approfondire sulla sostenibilità dei consumi in stand-by.

Una ricognizione che, per distribuzione, taglie e tipologie degli apparati analizzati, consente di descrivere in modo esauriente l'offerta attualmente disponibile sul mercato e di valutare i riflessi sul funzionamento dei mercati elettrici e delle reti.

La ricerca ha riguardato le caratteristiche tecniche ed economiche dei sistemi di ricarica disponibili sul mercato per l'acquisto da parte di consumatori, aziende, amministrazioni pubbliche o gestori di punti di ricarica. Per la ricerca non è stata posta alcuna limitazione né sulla potenza, né sulla tipologia di corrente elettrica erogata al veicolo (alternata o continua).

Le informazioni della ricognizione sono state raccolte da ARERA con la collaborazione di RSE (Ricerca Sistema Energetico), contattando le aziende costruttrici dei dispositivi, direttamente o tramite l'intermediazione operata da alcune delle associazioni di categoria partecipanti ai Focus group.

Le richieste di partecipazione sono state inviate a diverse decine di aziende, italiane ed estere, con dispositivi installati in Italia o che proponessero prodotti interessanti. Hanno risposto in modo completo 24 aziende[2], permettendo di censire e approfondire 225 modelli. Lo studio ha evidenziato come l'offerta di dispositivi risulti ampia e variegata, con un'industria italiana particolarmente attenta a presidiare questo settore di mercato.

Tutti i dettagli nella scheda stampa.

Rapporto:  Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici



[1] Ai quali partecipano le associazioni Adiconsum, AIGET, ANFIA, ANIE, Elettricità Futura, Energia Libera, Federdistribuzione, Motus-E, UNRAE e Utilitalia.

[2] A2A, ABB, ALFAZERO, ALPITRONIC, BTICINO, CIRCONTROL, DETAS, EFACEC, ENEL X, ENGIE/FCA, ENSTO, EVBOX,  EVMETER, GEWISS, INGETEAM, MENNEKES, ORBISITALIA, S&H, SCAME, SCHNEIDER ELECTRIC, SILLA INDUSTRIES, TESLA, TRITIUM, WALLBOX